Giro per ore tra i rottami. Pezzi abbandonati spesso troppo presto.
Dopo anni di lavoro ho imparato a dargli valore, mi sono affezionato, li osservo, mi sento osservato.
Abbasso lo sguardo, riconosco la testolina di un topo…un topo? No! Un cardano, un cardano di una moto… ma sono la stessa cosa! Chissà se l’ha pensato anche il progettista a suo tempo.
Alcuni pezzi sembrano nati per scherzo, organismi realizzati dalla natura che un gioco del destino ha messo in una scatola per scorrazzare su di un’automobile. Non nascondo il lavoro faticoso che c’è stato per dargli vita, le cicatrici ( la saldature ) si vedono sa devono vedere . Intravedo creature d’ogni genere, riconosco le forme. Ogni frase che sentiamo o diciamo nasconde un doppio senso, lo stesso che trovo io nella meccanica.
A proposito, la stessa meccanica che tutti noi almeno una volta abbiamo provato ad aggiustare, ma lei, troppo complicata, avvolta nel mistero ci ha affascinato e attratto.
E’ ora di prendersi gioco di lei! Seguitemi.
Il riciclaggio creativo che ho in mente ha lo scopo di riconsiderare gli organi meccanici.
L’importanza e l’efficacia lasciano spazio all’aspetto e la forma per far ricoprire loro un ruolo puramente estetico. Un lavoro certosino da far dimenticare la provenienza. Cominciai col considerare tutto ciò che mi circondava, elettrodomestici pentole, sedie ( in fondo a ogni oggetto si può dare una nuova collocazione ), ma non bastava. Dissi “lo fanno tutti, anche a scuola”. Dovevo sperimentare … Organismi meccanici che tutti noi inconsciamente utilizziamo, ma di cui ignoriamo l’esistenza. La moltitudine di forme prodotte per esigenze industriali ha generato cloni di esseri esistenti in natura. Non mi accontento di unire semplicemente. La balena dovrà essere una balena a tutti gli effetti. In un secondo momento ci si dovrà accorgere che si tratta di una marmitta. Il camaleonte dovrà sembrare morbido, i denti degli ingranaggi diventeranno pelle, le saldature flessibili. Le candele aculei, se unite a magliaia saranno  pelo e con il pelo farò… Beh, ci penso.